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| ...finché la mia stella brillava, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.. |
Giuliano ... "lo storico"
Fiorani, abita a Lovere, in cima a una vecchia casa di fronte al lago e sotto il cielo ... Profumo di acqua, colori forti, pieni di speranza quelli azzurri di un lago, bagnati non a caso, poi la via più trafficata, un vicolo che sembra ovattarti dal mondo, il contrasto è tutto lì, una vecchia scala, severa, dignitosa, che non finisce più e ti porta sul tetto del lago, in cima a un pezzo di mondo, in una casa piena zeppa di libri e documenti, moltissimi inediti, frammenti di storia unica raccolta da Giuliano. Un archivio come ce ne sono pochi in giro. Giuliano oltre alla passione per la sua Principessa di Galles e per la storia ha anche una passione politica, ma l’ho tralasciata, perché qui la politica non c’entra e qualcuno l’ha sempre voluta fare c’entrare con lui. Lui che dovrebbe essere rivalutato, lui che ha un archivio storico pieno di rarità, qui a c’entrare sono documenti storici che chi si picca davvero di essere uno storico e magari dirige anche un Istituto di Storia nemmeno si immagina.
Cari italiani della Destra Sociale,
grande, fortissima è l’emozione nell’apprendere (30-12-2011) la dipartita dell’amico Onorevole Pierantonio Mirko Tremaglia classe 1926 nato a Bergamo.
Ai tempi della Repubblica Sociale Italiana venne arruolato nella Divisione Italia, una delle 4 Grandi Unità del Esercito Repubblicano (bersagliere).
A guerra finita verrà rinchiuso con tanti altri reduci della parte “perdente” nel Campo PW di concentramento di Coltano.
Educato fin dalla tenera età a difesa di tutti quei valori d’italianità, impegnandosi poi in politica con passione e convinzione, coerente con i suoi Ideali, verrà eletto deputato per il Movimento Sociale Italiano e per ben 11 legislature rieletto, ricoprendo la carica di Ministro degli italiani nel mondo.
Caro Tremaglia, avevi percorso allora, l’unica strada possibile per la rinascita della Patria, a ricordo dei camerati scomparsi nel conflitto e alla difesa degli Ideali per i quali avevi combattuto. (conservo la tua foto al Cimitero di Rovetta, dove alla tomba dei Legionari della Tagliamento li ricordi con una corona di fiori e con il saluto romano).
Hai continuato a dimostrarlo nella vita da galantuomo con tanti altri galantuomini a percorrere la strada per l’Onore d’Italia.
Camerata Mirko Tremaglia, Presente!

Pagine di Storia (sine ira et studio)
Il nuovo libro di Giuliano e Luca Fiorani, da oggi è disponibile per la vendita.
In queste “Pagine di Storia” si racconta di un'altra storia, dove si mette in luce fatti poco noti, travisati, male conosciuti o addirittura taciuti.
Si è voluto riproporre alcuni episodi per meglio chiarire quella storia e conoscere certe persone, vuole essere un tentativo in poche pagine di raccontare in modo più veritiero fatti e persone passati alla Storia.
Una carrellata veloce, iniziata con “Spigolature garibaldine”, passando da Pino Romualdi con il suo commento nel 1972 al Cinquantenario della Marcia su Roma e al ricordo fatto (allora) da Gianfranco Fini sulla persona di Romualdi e l’incolmabile perdita. Abbiamo rivoluto rivedere gli appunti di Carlo Silvestri, giornalista antifascista di vecchia data, e quanto scrive a proposito sul “Delitto Matteotti”. Siamo andati a riprendere un atto di guerra non punibile: la strage di Rovetta del 28 aprile 1945, dei 43 legionari della Tagliamento, che dal Passo della Presolana finirono al cimitero di Rovetta. Uccisi dopo aver concordato la resa e deposto le armi. Abbiamo proposto in “Obiettivo America” la temeraria impresa – dimostrativa – della X° MAS, non portata a termine per il sopraggiungere del 25 luglio 1943. E il memoriale incredibile e fantasioso dell’ingegner Giuseppe Boemi sulle (presunte) armi segrete della RSI.
Poi, il diario di Valentino Fabbri, sequestrato il 29 novembre 1943 dai partigiani.
Come non segnalare “Il latitante” di Giorgio Almirante e il commento fatto (allora) da Gianfranco Fini il giorno della morte dal titolo “Il cammino continua”.
(come poi ha continuato il cammino si è visto).
Pagine di Storia chiudono con le battaglie di un prevosto tipo Don Camillo in un paese governato dai social-comunisti, fortuna sua che il sindaco comunista non assomigliava a Peppone.
La seconda parte è “L’altra faccia della storia” dal 10 giugno 1940 al 28 aprile 1945 e oltre.
Nella terza parte abbiamo “Racconti di guerra”, sono vicende vissute e liberamente raccontate.
Con queste “Pagine di Storia” che fa seguito a “Le Storie della Storia”, come detto si vuole, se pur in minima parte, collocare quei fatti e quelle persone in una più giusta dimensione.
Luca Fiorani

Pagine di Storia, 360 pagine ricche di foto e documenti inediti
Editrice Grafica MARO
Lo storico dottor Bendotti nel suo recente libro “I giorni alti”, a pagina 292 nel citare il mio libro sulla strage di Rovetta, lo definisce “… il vergognoso libello di Fiorani …”. L’affermazione fatta da un rottame comunista qual è il Bendotti, “il vergognoso” è un complimento, non mi tocca minimamente, anzi dimostra l’acredine che ha nei miei confronti, pertanto lo accetto come un complimento, perché di vergognoso sono le continue e contraddittorie dichiarazioni fatte da questo investigatore della prima ora su Rovetta – Moicano e relativi responsabili del massacro del 28 aprile 1945. Dichiarazioni documentabili da parte mia, vanno dall’intervista che dice di aver fatto dal 20 ottobre 1998 al Moicano, a quella rilasciata dal Bendotti alla giornalista dell’Eco di Bergamo il 4 novembre 2011, dove si attacca a una virgola, argomento serio e convincente quello della virgola, peccato abbia impiegato cinquanta anni ad accorgersi che mancava e racconta “Mezzo secolo dopo … guardo per l’ennesima volta una foto, i nomi segnati sotto. Mancava una virgola, decifro poduje come parola a se …”.
… era il 28 aprile 1945
a guerra appena finita.
Rovetta
43 ragazzi
trucidati.
Brescia
dalla giustizia
dimenticati.
Ogni anno
43 anime
lasciata la tomba
dove sono sepolti
s’incamminano
in silenzio.
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